Le principali colture di sussistenza sono il miglio, l’arachide, il sorgo, il grano e il riso. Il cotone, seguito dall’arachide, è l’unica coltura di piantagione ed è praticata in maniera intensiva e su larga scala soprattutto nel sud del paese, più ricco di acqua.
Il Burkina Faso è uno dei primi esportatori mondiali di cotone. Una situazione paradossale se si considera che il 45% della popolazione soffre di denutrizione cronica. Il fenomeno affonda le radici nel XIX secolo, quando l’economia nazionale era guidata dalle esigenze di consumo dettate dalla potenza coloniale. Oggi, l’agricoltura fatica a decollare come settore economico per una serie di problemi strutturali che sono ulteriormente aggravati dalle politiche che regolano il commercio internazionale.
A fronte di questa difficile situazione, il Ministero dell’Agricoltura del Burkina Faso ha individuato delle filiere agricole prioritarie (cerali, tuberi, cotone, frutti, legumi, oleaginose, niébé) e sta elaborando dei relativi piani di sviluppo volti a rafforzare le produzioni locali e diminuire la dipendenza delle importazioni, con l’obiettivo di favorire una maggiore organizzazione dei produttori e la varietà alimentare.
Si tratta di un processo iniziato nel 1999, con l’approvazione da parte del Governo del Burkina Faso del Piano Operativo per lo sviluppo agricolo, che individuava alcune linee d’azione considerate prioritarie per portare il Paese al di sopra della soglia della povertà estrema: rafforzamento della sicurezza alimentare, aumento dei redditi delle famiglie rurali e opportunità di lavoro ai giovani nei villaggi per contrastare l’urbanizzazione incontrollata. Successivamente, nel 2002, il Ministero dell’Agricoltura ha individuato una risposta strategica e sostenibile alle problematiche sollevate dal piano governativo, promulgando il Piano d’Azione per lo sviluppo della filiera del niébé in Burkina Faso.
Recentemente, in occasione della
Giornata nazionale del niébé (16-17 maggio 2008), il
Rappresentante del Ministero dell’Agricoltura ha sottolineato l’importanza del niébé per la sua ricchezza in proteine, per le sue proprietà di rigenerazione del terreno e lotta alla desertificazione, e per il buon foraggio che si ottiene dalle sue foglie. Alimento prezioso soprattutto in questo periodo, ha affermato il rappresentante governativo:
«A fronte del pesante rincaro dei beni alimentari di prima necessità e della conseguente drammaticità della situazione nella quale si trova il nostro paese, è importante incrementare la produzione di coltivazioni locali quali l’igname e il niébé, incentivare la consumazione di prodotti burkinabé e sostenere gli agricoltori nella coltivazione e commercializzazione di queste colture, al fine di garantire l’autosufficienza alimentare ed acquisire forza sui mercati».
L’intervento della LVIA va in questa direzione.