Regione Plateau Central
L’agricoltura e l’allevamento costituiscono le principali fonti di reddito delle popolazioni della regione.
Agricoltura
L’agricoltura è la maggiore attività della regione. Gran parte della produzione agricola consiste in colture pluviali, quindi stagionali. Sempre più diffuse le colture di contro-stagione, che vengono praticate nei pressi dei barrage (dighe).
Cereali, niébé e voanzou
Miglio, sorgo, mais costituiscono le principali produzioni cerealicole della regione. Nella campagna agricola 2003/2004, la produzione cerealicola regionale rappresentava circa il 3% della produzione cerealicola nazionale; le altre colture alimentari sono essenzialmente il niébé e il voandzou, che ancora nel 2003, rappresentavano il 9,6% e il 6,2% della produzione nazionale.
Produzione di rendita: cotone, arachide e sesamo
Le principali colture di rendita nella regione del Plateau Central sono cotone, arachide e sesamo, che costituiscono una fonte sostanziale di reddito per i produttori anche se fortemente instabile e variabile in base al prezzo sui mercati internazionali. Nel 2003, la produzione di cotone nel Plateau Centrale era pari a 3.455 t, corrispondente allo 0,7% della produzione nazionale, mentre la produzione di arachide e sesamo si stabilizzava a 15 336 t e 73 t (4,3% e 0,4% della produzione nazionale).
Orticoltura
Grazie all’efficace sfruttamento dei suoi punti di raccolta d’acqua, la regione ha sviluppato un’importante produzione orticola che permette da un lato di differenziare l’alimentazione della popolazione, dall’altro un aumento di reddito dei piccoli produttori.
Le produzioni sono principalmente lattuga, cavolo, carota, cipolla, pomodori, melanzane, peperoncino, aglio, cetrioli, peperone e gombo. La ricerca sulle condizioni di vita delle famiglie realizzata nel 2003 dalla Direzione regionale del Ministero dell’economia rivela che le colture orticole hanno contribuito per il 33% al reddito monetario agricolo nella regione.
Allevamento
L’allevamento è la seconda attività della regione dopo l’agricoltura. La maggior parte delle famiglie, infatti, possiede del bestiame, di piccola o grande taglia.
Sono praticati due tipi di allevamento: l’allevamento tradizionale è di tipo estensivo, e comporta un forte sfruttamento del sistema naturale; il secondo è sempre più praticato nell’Oubritenga e si tratta di allevamento di pollame, di vacche da latte e di maiali. Nella regione, e in particolare nella provincia di Ganzourgou, esistono zone pastorali regolamentate (Gadéghin e Mankarga), la cui creazione mira a risolvere problemi di pascolo e conflitti tra agricoltori e allevatori.
Resta dominante nella regione l’allevamento di piccoli ruminanti. Lo Studio nazionale sui capi di bestiame del 2003 rivela che la regione conta il 6,2% degli ovini e il 3,6% dei bovini del paese.
Obiettivi di sviluppo della regione. Come si inquadra il progetto di sviluppo della filiera del niébé
Dal Quadro strategico regionale di lotta contro la povertà, Ministero dell’Economia e dello Sviluppo, maggio 2005
- aumentare la produzione agro-silvo-pastorale preservando l’ambiente;
- aumentare e diversificare i redditi rurali per migliorare le possibilità di accesso al credito;
- sviluppare il capitale umano mettendo l’accento sulla professionalizzazione dei giovani;
- rafforzare il processo di decentramento
Laddove gli ambiti di azione prioritari sono identificati con l’istruzione, la sanità, la sicurezza alimentare, la promozione della donna.
Per realizzare una crescita economica sostenibile, il Ministero dell’Economia e dello sviluppo aveva identificato questi fattori (2004-2006):
- Agricoltura: accrescimento della produzione attraverso la gestione della fertilità dei suoli ed il recupero delle terre degradate, lo sviluppo dell’idraulica agricola (gestione e manutenzione dei punti di raccolta dell’acqua), promozione dell’alfabetizzazione dei produttori, miglioramento dell’accesso alle strumentazioni agricole, al concime ed altri fattori migliorativi. Il progetto di sviluppo della filiera del niébé si inserisce pienamente nel piano strategico di sviluppo regionale in quanto importanti attività sono la formazione dei produttori, la fornitura di concime, di sementi migliorate, la costruzione di fosse di compostaggio, la realizzazione di dighette antierosive per preservare il terreno dalla desertificazione. La coltura del niébé, inoltre, presenta importanti caratteristiche rigeneranti per il terreno, in quanto capace di trattenere l’azoto.
- Allevamento: formazione dei produttori sulle tecniche di allevamento, miglioramento della produzione (alimentazione, vaccini, costruzione di latterie), gestione dei pascoli (forages pastorali, parchi di vaccinazione, piste e zone di pascolo)e risoluzione dei problemi di ruscellamento.
- Ambiente: promozione di tecniche di trattamento del suolo per aumentarne il potenziale coltivabile attraverso la riforestazione con rimboschimento, la creazione e protezione di foreste e la gestione di tre foreste (Bissiga, Wayen, Ziga).
Difficoltà e opportunità
Il settore agricolo è essenzialmente basato sulle produzioni alimentari tributarie delle condizioni climatiche.
Le principali difficoltà del settore agricolo:
- il degrado del suolo e il peggioramento della fertilità del terreno; il deficit della produzione di cereali; l’insicurezza fondiaria, vale a dire l’inaccessibilità alla terra soprattutto per le donne; il basso tasso di utilizzo di concimi e sementi migliorate; la debole organizzazione dei produttori; l’insufficienza e l’irregolarità delle piogge.
Le opportunità risiedono nello sviluppo della piccola irrigazione di contro-stagione e nella produzione orticola (la Regione conta 28 invasi d’acqua permanenti, di cui 4 hanno una capienza maggiore di 1 milione di m3) che possono compensare le difficili condizioni climatiche e ridurre il deficit cerealicolo che a partire dal 2000 è diventato cronico. Il settore della pesca ha forti potenzialità di sviluppo e deve essere meglio strutturato attraverso una politica rigorosa di produzione, organizzazione, formazione e fornitura di strumentazione.
Il settore dell’allevamento è soggetto a queste difficoltà:
- il degrado dei pascoli; l'insufficienza di risorse idriche per i pascoli; l'insufficienza dell’organizzazione e della formazione dei produttori; la non disponibilità di tecnologie; la bassa produttività.
Nonostante le difficoltà, il Ministero dell'Economia e dello sviluppo rileva come le zone disinfestate dall’oncocercosi stiano conoscendo uno sviluppo dell’allevamento di grossa taglia la cui commercializzazione supera in valore quella della produzione agricola di rendita.
Più in generale, la regione conosce delle gravi difficoltà che ostacolano lo sviluppo dell’area:
- l’emigrazione, soprattutto dei giovani; le difficili condizioni sociali
Tuttavia, la posizione geografica dà anche molte potenzialità di sviluppo. La regione, infatti, beneficerà della politica di decentramento amministrativo della capitale Ouagadougou, che prevede il trasferimento dell’aeroporto internazionale e dell’istituto burkinabè delle arti e dei mestieri (IBAM). Dispone inoltre di un importante potenziale turistico, artistico e culturale.


