Marcel Bouda, Presidente ASK

Il 24 maggio 2008, l’Association Song Koaadba, di Donsé, Burkina Faso, ha celebrato i suoi primi 15 anni di attività.
 
Parla Marcel Bouda, Presidente dell’ASK 
Marcel Bouda, Presidente Associazione Song Koaadba 
Una lunga collaborazione lega ASK ed LVIA. Può raccontarci come è nata l’associazione e quali sono i rapporti con LVIA?
L’ASK è nata nel 1993 a Donsé, un villaggio nei pressi di Ziniaré, una cittadina a pochi chilometri dalla capitale Ouagadougou che è stata la prima sede della LVIA in Burkina Faso. Già negli anni Settanta, la LVIA era impegnata per lo sviluppo di queste aree rurali, dove la popolazione viveva in piccoli villaggi sostanzialmente privi dei servizi di base, con programmi in ambito sanitario, agricolo e per l’accesso all’acqua potabile. Interventi che non si sono limitati alla fornitura di servizi, ma la LVIA ha coinvolto la popolazione creando maggiore consapevolezza attraverso la formazione e la trasmissione di competenze tecniche e gestionali. Sono entrato a lavorare nella LVIA come autista: accompagnavo nei villaggi gli animatori dei progetti, che si occupavano di seguire i produttori nella realizzazione delle attività agricole. In quegli anni ho potuto approfondire il ruolo dell’agricoltura nello sviluppo dell’Europa, e ho capito che era necessario prendere coscienza dell’importanza di proteggere i nostri agricoltori contro la crescente urbanizzazione che stava sradicando la nostra cultura agricola e che avrebbe ostacolato lo sviluppo del paese. Il mio interesse alle questioni agricole ha portato la LVIA a formarmi ed impiegarmi come animatore nei villaggi.
Quando i progetti promossi dalla LVIA nell’area si sono conclusi, come vi siete organizzati per portare avanti nuove attività? 
A quel punto abbiamo fondato – eravamo in otto - l’Associazione di Aiuto agli Agricoltori (ASK), il che è stato possibile anche grazie alla formazione tecnica e gestionale operata dalla LVIA con i contadini dell’area. Abbiamo preso coscienza del nostro ruolo e ci siamo resi conto di avere l’opportunità di rispondere ai bisogni del nostro territorio. Questa consapevolezza ci ha motivati ad associarci e continuare come volontari, senza avere garanzie economiche, sulla via tracciata, a riunire gli sforzi per aiutare i nostri connazionali a rimanere nel proprio paese vivendo del proprio lavoro.
Il nostro scopo è proteggere le attività agricole contro l’impoverimento dei terreni dovuto al disboscamento, fatto che rischia di causare gravi problemi di sicurezza alimentare. Nel quadro di numerosi progetti, in questi anni abbiamo, solo per citare qualche esempio, realizzato dighette antierosive, organizzato corsi di formazione tecnica per i produttori e promosso il recupero delle radure nel quadro di un progetto FAO. L’ASK è nata nel villaggio di Donsé in quanto villaggio che aveva partecipato ai programmi LVIA. Oggi l’Associazione rappresenta più di 6.000 produttori del Plateau Central, che abbraccia tre provincie: Ganzourgou, Kourweogo e Oubritenga.
In cosa consistevano i primi interventi dell’ASK?
Le nostre prime azioni prevedevano interventi puntuali ed operavano principalmente per la conservazione delle acque e dei terreni, per la lotta alla desertificazione e in ambito socio-economico. La costruzione di semenzai e di mulini per la macinazione del grano, lo sviluppo di strumenti di micro finanza. Lo sviluppo del settore ortofrutticolo, il miglioramento delle sementi delle varietà autoctone sono altri esempi delle nostre prime attività. Tra queste, potrei in particolare sottolineare il supporto al lavoro agricolo delle donne: le donne tradizionalmente lavorano

Comitato Direttivo ASK e volontaria LVIA

nell’agricoltura anche più degli uomini e tuttavia il loro lavoro non è valorizzato. L’ASK promuove il riconoscimento del ruolo della donna in ambito rurale, con un maggiore coinvolgimento delle donne a livello decisionale all’interno dei comitati di gestione di villaggio.

Come si sono sviluppati in seguito e, eventualmente, come sono cambiati?
Dalla nascita dell’ASK, abbiamo assistito a numerosi cambiamenti nel contesto sociale ed economico del territorio, quindi abbiamo trasformato parallelamente i nostri scopi e le nostre azioni per rispondere in maniera efficace ai bisogni reali espressi dalla comunità. Oggi, pur continuando la realizzazione di queste azioni puntuali, comunque indispensabili allo sviluppo del territorio, riteniamo prioritario sviluppare una maggiore consapevolezza, responsabilizzazione e partecipazione dei contadini alle questioni politiche, ai processi sociali ed economici che toccano i propri interessi.
Se dovesse fare un bilancio di questi primi 15 anni di attività, come valuterebbe i risultati e l’impatto sul territorio?
Abbiamo osservato sensibili miglioramenti nelle condizioni di vita nel corso degli anni. Ad esempio i produttori di niébé sono ora in grado di sfamare le proprie famiglie e di vendere il prodotto in eccesso, quindi non solo di sopravvivere ma anche di trarre dei benefici dal proprio lavoro. Le attività imprenditoriali su piccola scala avviate dall’ASK, ad esempio la produzione e commercializzazione di passate di pomodoro prodotte dalle cooperative di donne a Donsé, si svolgono con successo. Un importante risultato è che questi prodotti locali si stanno sostituendo nelle abitudini di consumo alle conserve industriali. Anche in questo progetto abbiamo puntato sulle donne: l’attività attualmente è gestita da un’associazione di donne e il prossimo obiettivo è la creazione di un marchio commerciale.
Lei è stato tra coloro che, insieme alla LVIA, hanno ideato il progetto di produzione e commercializzazione del niébé. Perché ha trovato interessante sviluppare questa coltivazione?
Avevamo lavorato sul niébé già nel 1995, con l’Unione Africana e il Ministero dell’Agricoltura. Si trattava però di interventi puntuali, con il coinvolgimento di un numero limitato di produttori. Abbiamo quindi chiesto il sostegno della LVIA per progettare un intervento più complesso e su larga scala: il risultato è che oggi il progetto di produzione e commercializzazione del niébé coinvolge due regioni del paese, il Plateau Central e il Sahel. Inizialmente, diffondendo le sementi migliorate del niébé tra i nostri membri, abbiamo notato che ciò portava dei risultati positivi da un punto di vista alimentare e nutrizionale, e attualmente si è iniziata la commercializzazione del prodotto, oltre che in Burkina nei paesi circostanti, portando quindi ai contadini anche un profitto economico.
Quali sono state le difficoltà incontrate durante questi anni di vita del progetto e quali sono gli obiettivi raggiunti?
Il primo ostacolo, fondamentale, è rappresentato dalle scarse piogge. Abbiamo poi incontrato delle difficoltà nella produzione e nello stoccaggio, ma con il tempo abbiamo imparato a gestirli in maniera efficiente.
Come si presenta il terzo anno del progetto? Quali sono le nuove sfide?
In campo agricolo ci sono dei parametri aleatori che non è possibile predeterminare, come le variazioni delle precipitazioni e i cambiamenti climatici. Ma impariamo dalle sconfitte e ci prepariamo in anticipo per massimizzare il nostro rendimento. I nuovi scopi del terzo anno presentano numerose sfide.
Abbiamo adottato una tecnica di conservazione naturale, attraverso l’uso di sacchi di plastica da sostituire agli insetticidi. In questo modo, oltre a garantire la massima salubrità del prodotto, abbiamo diminuito i costi di produzione. L’INERA (Istituto Nazionale dell’Ambiente e della Ricerca Agricola) insieme ad altri ricercatori americani ci aveva proposto questa modalità di conservazione e in effetti i risultati sono ottimi. Il problema è il prezzo di acquisto iniziale, che è più caro di 50 Franchi CFA rispetto al sacco tradizionale e al prodotto chimico. Però, potremmo ammortizzare utilizzando i vecchi sacchi per il raccolto.
Riguardo alla commercializzazione, dobbiamo valutare attentamente l’affidabilità degli acquirenti. Tutti i produttori sono d’accordo sul fatto che sia necessario presentarsi come gruppo unito, nominando dei rappresentanti. Si tratta di avviare un processo di modernizzazione organizzativa e gestionale dei gruppi, per arrivare a padroneggiare le informazioni sui mercati e sviluppare abilità nelle relazioni di compravendita.

 

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