Clémentine Dabiré Binso, responsabile INERA

L’INERA, Istituto Nazionale dell’Ambiente e delle Ricerche Agricole, effettua la formazione tecnica dei produttori relativa agli aspetti delle  produzione, trasformazione e stoccaggio del niébé.

Parla Clémentine Dabiré Binso, Dott. di Ricerca presso il  Laboratorio centrale di entomologia agricola di Kamboinsé e Responsabile dipartimento produzioni vegetali INERA

Come si svolge la collaborazione dell’INERA con le associazioni coinvolte nel progetto ASK, CRUS ed LVIA?

La nostra collaborazione con ASK, CRUS ed LVIA è incentrata sulla coltura del niébé. In particolare, è da oltre 10 anni che collaboriamo con l’ASK nel Plateau Central ed effettivamente a seguito di questa collaborazione la produzione di niébé è migliorata. Negli ultimi anni abbiamo iniziato a collaborare anche con il CRUS nel Sahel.

Il niébé può essere importante per migliorare ulteriormente il settore agricolo ed economico del paese?

I ricercatori dell'INERA analizzano il niébé in laboratorio

Per lo sviluppo del paese, valorizzare la coltura del niébé è importante, perché è una pianta dalle molteplici proprietà benefiche: sul piano alimentare, perché ricca di proteine, sul piano del reddito, perché nei mercati di villaggio si vende bene, e sul piano ambientale-agricolo, perché è efficace contro l’erosione dei suoli.
Il sud del Burkina Faso sviluppa la coltura del cotone a livello commerciale, ma nel resto del paese, a causa dell’insufficienza d’acqua, non è possibile produrre cotone in grandi quantità.
Pertanto, lavoriamo con ASK nel Plateau Central e con il CRUS nel Sahel per migliorare la coltura del niébé affinché riesca a rimpiazzare il cotone sul piano commerciale e fornire al contadino le necessarie risorse finanziarie. Quindi, questi sono i motivi per cui stiamo promuovendo la coltura del niébé nella parte centrale e settentrionale del paese. In niébé, inoltre, è una coltura abbastanza semplice, perché non richiede molta acqua né trattamenti insetticidi particolarmente complessi.
L’esperienza delle scuole contadine sembra stia dando buoni risultati. Possiamo affermare che la formazione sia fondamentale in questo processo?

Già prima dell’inizio del progetto promosso da LVIA, abbiamo iniziato a lavorare con i produttori del Plateau Central collaborando con l’ASK attraverso le scuole contadine: incontri settimanali con i contadini per seguirli dalla preparazione dei suoli fino alla raccolta, per mostrare loro come produrre il niébé, quali sono i problemi legati alla produzione e come, infine, conservarlo. Ci occupiamo quindi della formazione, perché è fondamentale aumentare le capacità tecniche dei produttori.
I risultati sono molto buoni e i produttori di Donsé sono oggi dei veri esperti nella produzione di niébé.
Il problema che più di tutto ancora li limitava era la conservazione. Li abbiamo quindi formati a queste tecniche e anche in questo caso con buoni risultati: in precedenza, nei mesi di ottobre-novembre la gente non conservava il raccolto, ma lo vendeva immediatamente. Oggi lo conservano, e questo permette loro di aumentare il proprio reddito, perché il prezzo del niébé sul mercato aumenta nei mesi successivi.

Qual è il ruolo dell’INERA nell’ambito del progetto?

Sulla base di questa esperienza pregressa, continuiamo a dare il nostro contributo partecipando al progetto, con l’ASK, per raggiungere un più grande numero di produttori nel percorso formativo già avviato, e con i produttori del Tecnici dell'INERA durante una missione di supporto ai contadini nei campi di niébéCRUS per iniziare un percorso di sviluppo della coltura.

Che tipo di problemi avete riscontrato nelle tecniche utilizzate nel processo produttivo del niébé?

Prima della produzione, c’è la preparazione del suolo. Nella preparazione del suolo abbiamo riscontrato una generale mancanza di tecnica, ad esempio l’eccessivo distanziamento tra le linee di semina, che diminuiva il numero di piantine rispetto alla possibilità offerta dal campo.
Nella semina, poi, i produttori tendono in generale a seminare il niébé in associazione con il miglio, mentre la tecnica migliore è quella di coltivare campi in coltura pura.
Abbiamo inoltre riscontrato notevoli difficoltà da parte dei produttori nell’affrontare gli attacchi di insetti e le malattie della pianta, soprattutto a causa degli alti costi dei trattamenti più diffusi. Abbiamo quindi mostrato ai produttori le tecniche per minimizzare il costo di trattamento. Dopo la raccolta, c’è la conservazione: abbiamo loro insegnato a utilizzare metodi molto semplici, naturali ed ecologici. Quest’anno a Donsé e Dori abbiamo promosso la conservazione con sacchi e sacchetti.

Qual è il coinvolgimento del Servizio Nazionale delle Sementi?

Per produrre il niébé sono necessarie le sementi migliorate. Formiamo i contadini nella produzione di queste sementi affinché non siano sempre dipendenti dall’INERA, tramite spiegazioni, dimostrazioni affinché riconoscano le piante, la varietà, le malattie, gli insetti, ecc.