Boubacar Diallo, Animatore CRUS

Il CRUS, Comitato Regionale delle Unioni dei Produttori del Sahel, è stato incaricato della promozione della commercializzazione del niébé nella fase del post-progetto.
 
Parla Boubacar Diallo, animatore CRUS che segue le attività del progetto niébé nel Sahel
Boubacar Diallo con i produttori di niébé durante una visita di monitoraggio dell'INERA e della LVIA
Come si caratterizza la produzione alimentare nel Sahel?
La maggior parte della popolazione del Sahel è costituita da agro-pastori, tra i quali la pastorizia occupa il posto prevalente, mentre l’agricoltura è un’attività secondaria. In ambito agricolo, infatti, il grande problema è rappresentato dalla povertà del suolo che riduce la quantità di terre coltivabili.
La mancanza d’acqua è l’altro grande problema: gli animali devono percorrere anche 20 km per raggiungere una sorgente e abbeverarsi. Servono infrastrutture idrauliche. Molte attività qui non funzionano a causa dell’acqua. Le donne, ad esempio, fanno anche 12 km per avere acqua potabile.
Un'altra difficoltà è legata alla transumanza. Data la carenza d’acqua, le mandrie devono effettuare delle migrazioni stagionali: di conseguenza, i produttori sono costretti ad abbandonare la terra che nel frattempo era stata arricchita dal concime organico degli animali e quindi sarebbe stata più produttiva per la stagione agricola successiva.
Abbiamo bisogno di rafforzare le nostre capacità, aumentare la disponibilità finanziaria a nostra disposizione e diffondere una sensibilizzazione sulle buone pratiche che ci permetta di migliorare le nostre produzioni.
Quali sono gli ambiti di attività del CRUS e come sono identificati?
Gli ambiti di attività sono la valorizzazione dei sistemi di produzione agro-silvo-pastorale, lo sviluppo dell’allevamento, il rimboschimento, la sicurezza alimentare, la realizzazione di infrastrutture idrauliche e di sanitarizzazione. Abbiamo poi promosso altre attività come l’orticoltura, la costruzione di banche cereali, la produzione di niébé, la fornitura di strumentazione veterinaria e di alimenti per bestiame, la costruzione di mercati di bestiame e di vivai. Infine, ma non meno importante, lavoriamo sul rafforzamento di capacità e promuoviamo campagne di informazione.
Le decisioni vengono prese in modo collegiale, nell’ambito degli organi associativi: il CRUS è strutturato con un’Assemblea generale, che è l’organo supremo; un Consiglio di Amministrazione, composto da 20 membri, tra cui 8 donne; un collegio esecutivo che conta 12 membri tra cui 4 donne; 2 commissioni: una Commissione per la mediazione e gestione dei conflitti, composta da 8 persone, di cui 4 donne e una Commissione di controllo composta da 4 persone di cui 1 donna.
Le condizioni climatiche ostacolano fortemente la produzione agricola nel Sahel. Allora perché sviluppare la coltura del niébé?
Per tre motivi:
  • il niébé cresce bene anche nei terreni poveri del Sahel, con il vantaggio che in queste condizioni climatiche è meno soggetto agli attacchi parassitari;
  • rigenera e arricchisce il suolo, rendendolo più fertile. In particolare, alternato al miglio con la pratica della rotazione stagionale, può dare buoni risultati in termini di produttività;
  • con le foglie di niébé si produce mangime a basso costo per gli animali da allevamento. 
Sono effettivamente aumentati i produttori di niébé nella regione?
Il progetto prevede di fornire ai produttori coinvolti, cinque per villaggio, tre cicli di formazione, tenuti dall’INERA, l’Istituto nazionale per la ricerca agricola e l’ambiente: sulla produzione di sementi e di niébé, sulla conservazione e sulla trasformazione. Quando si organizzano le formazioni nei villaggi, queste sono in realtà aperte a tutti, di conseguenza i produttori formati per villaggio sono più di cinque. Oggi, infatti, abbiamo molti produttori che producono il niébé pur non essendo direttamente coinvolti nel progetto.
Dopo la formazione, gli animatori supportano i produttori sul terreno, e anche in questo caso le riunioni sono aperte a tutti.
La commercializzazione sta dando buoni risultati?
Il niébé nel Sahel è coltivato da molto tempo ma in coltura associata con il miglio. Con il progetto stiamo aumentando la produttività perché aumenta la consapevolezza che si ottengono risultati migliori adottando il metodo della rotazione delle colture. Inoltre, il progetto prevede anche la produzione di sementi migliorate. Al momento della raccolta, ogni produttore invia al CRUS, che fa le veci di Unione dei produttori, un terzo della produzione. Il CRUS gestisce questa raccolta, con dei magazzini – il magazzino centrale è stato costruito a Dori - e dei silos di stoccaggio nei villaggi.
Ad oggi stiamo vendendo le sementi di niébé ad un ente di Ouagadougou, e stiamo prendendo contatti con le mense scolastiche e i militari per capire l’entità degli ordini e come organizzarci, dopo la raccolta, per soddisfare questa domanda. Se arriviamo a smerciare tutta la quantità raccolta, potremo rilanciare l’ordine ai contadini che hanno ancora niébé, anche se non sono parte del CRUS. Per quanto riguarda le sementi, invece, vengono commercializzate solo le produzioni inquadrate nel progetto.
A seguito della missione di prospezione nei paesi costieri, abbiamo raccolto tanti contatti con i commercianti e abbiamo ricevuto un ordine che tuttavia non siamo stati in grado di coprire interamente. Ma stiamo preparando un campionario per inviare loro una piccola quantità e negoziare altre condizioni di compravendita e avere più potere contrattuale. 
 

 Intervista:

Boubacar Cissé, Direttore CRUS