- Presentazione
- Pianta del niébé
- Strategia di intervento
- Attori
- Ambiti di intervento
- Interviste
- Ali Diallo, produttore
- Marcel Bouda, Presidente ASK
- Macaire Koutaba, Coordinatore ASK del progetto niébé
- Presidente, Coordinatore, Responsabile Commerciale ASK
- Boubacar Cissé, Direttore CRUS
- Boubacar Diallo, Animatore CRUS
- Clémentine Dabiré Binso, responsabile INERA
- Gisèle Tapsoba, Direttrice Regionale (Plateau Central) del Ministero dell’Agricoltura Burkina Faso
- Responsabile regionale del Servizio Tecnico delle Sementi
- Giornata Nazionale del niébé
- Contatti
Associazione Song Koaadba
Parlano:
- Marcel Bouda, Presidente ASK e Presidente Unione regionale dei produttori di niébé
- Macaire Koutaba, Coordinatore ASK del progetto nel Plateau Central
- Antoine Kanguembega, Responsabile ASK nel Plateau Central per la commercializzazione del niébé
ASK è un’associazione che raggruppa oltre 6.000 produttori, prevalentemente nel Plateau Central. Quali sono i problemi dei produttori nel Plateau Central e come l’ASK agisce per risolverli?
Marcel Bouda, Presidente ASK e Presidente Unione regionale dei produttori di niébé

L’ASK nel Plateau Central è guardata, dai contadini e dalle istituzioni, come portatrice di soluzioni delle difficoltà vissute dai produttori. Adesso, nella regione i produttori vogliono che l’ASK si impegni affinché possano affrontare le sfide odierne. A questo proposito è necessario cercare dei partner che ci affianchino per rendere le nostre produzioni più redditizie.In che modo? Attraverso migliori tecniche e nuovi mezzi che permettano ai produttori di meglio affrontare le proprie battaglie: lavorare la terra è una battaglia, ed è necessario disporre di un equipaggiamento adeguato.L’esortazione degli agricoltori all’ASK è questa, e adesso è necessario che noi ufficializziamo ulteriormente questo processo facendo richiesta alle istituzioni e alle Ong affinché i produttori del Sahel possano rispondere ai propri bisogni quotidiani e arrivare a sviluppare l’avvenire dei nostri bambini.
ASK lavorava sulla produzione di niébé anche prima dell’inizio del progetto. Perché si è deciso di coltivare questa coltura?
Marcel Bouda, Presidente ASK e Presidente Unione regionale dei produttori di niébé
Nell’ambito di una recente riunione a Ziniaré, i produttori hanno espresso l’esigenza di agire per sviluppare ulteriormente la produzione di niébé. Si tratta di un’attività che abbiamo iniziato tanto tempo fa ed è la ragione per la quale abbiamo chiesto alla LVIA di appoggiarci. Come risultato di questa collaborazione, oggi un buon numero di produttori desidera che quest’attività funzioni, perché con questo progetto abbiamo toccato un quarto della popolazione, e tanti altri vogliono essere inseriti in questo programma. È quindi necessario che l’ASK continui a lavorare sulla coltura del niébé per renderla sempre più redditizia.Nel paese, la principale coltura da reddito è il cotone, prodotto prevalentemente nell’ovest del paese ed esportato sul mercato internazionale. Qui nel Plateau Central non è possibile coltivare il cotone e vogliamo fare del niébé la nostra coltura di rendita. Anzi, a differenza del cotone, il niébé ci assicura anche cibo sano e suoli migliori, date le sue proprietà rigeneranti per il terreno.
Antoine Kanguembega, Responsabile ASK nel Plateau Central per la commercializzazione del niébé

La produzione di niébé ha in effetti le potenzialità per essere una coltura di rendita. Il suo prezzo sul mercato interno supera quello dei cereali: ad esempio, il prezzo del miglio è 500 franchi CFA, del niébé è 800-900 franchi CFA. Quindi si può vendere il niébé e acquistare altri cereali in quantità maggiore. Ma la coltura qui è ancora prevalentemente praticata a livello di sussistenza, solo per il consumo familiare. Promuovere la produzione di niébé permette di migliorare diversi aspetti della vita delle famiglie, può essere una fonte alternativa di reddito, ed è molto utile anche per lo sviluppo dell’allevamento e la conservazione del suolo.
Quali sono le potenzialità del niébé in un ambiente semi-arido come il Plateau Central?
Marcel Bouda, Presidente ASK e Presidente Unione regionale dei produttori di niébé
Ciò che ha motivato i nostri produttori verso il niébé, è stata la constatazione che le piogge non sono più regolari, ed è quindi necessario produrre varietà migliorate e precoci. Tra le diverse colture rispondenti a queste problematiche, il niébé ha un triplo valore: per il consumo umano, per il consumo animale e per il terreno, perché fissa l’azoto nel suolo che permette una produzione migliore nella campagna successiva. Così, attraverso la rotazione di colture, possiamo aumentare il rendimento.
Relativamente alla crisi alimentare mondiale, esplosa a metà 2008 e che purtroppo tuttora continua, il niébé può rappresentare una soluzione?
Marcel Bouda, Presidente ASK e Presidente Unione regionale dei produttori di niébé
Il niébé è una coltura che permette di migliorare la sicurezza alimentare, perché è nutriente e remunerativo. Nei momenti in cui si ha bisogno impellente di denaro, ad esempio per pagare la scuola ai bambini, lo si può vendere al mercato; altrimenti lo si può consumare ed usufruire delle sue ricche proprietà nutritive. Coloro che hanno un surplus di niébé possono risolvere i propri problemi, perché possono soddisfare l’alimentazione della famiglia, migliorare la salute e rafforzare il corpo, quindi lavorare bene per la campagna successiva. Chi non produce il niébé, coltiva soltanto miglio. Tuttavia, il miglio non ha molte proteine e proprietà nutritive. Molti, infatti, conservano il niébé per consumarlo nei mesi più duri. Sul piano dell’alimentazione, consideriamo il niébé come una filiera di sicurezza.
Quali sono le criticità e le potenzialità del mercato del niébé sul piano nazionale?
Macaire Koutaba, Coordinatore ASK del progetto nel Plateau Central
L’offerta sul piano nazionale è largamente rispondente alla domanda. Il problema è che il mercato non è organizzato: pochi grandi commercianti operano sul territorio con una rete di intermediari che acquistano il niébé non appena si conclude la stagione, cioè quando il prezzo è più basso. Stoccano il prodotto per poi rivenderlo adun prezzo più alto a partire da marzo. L’obiettivo dell’Unione dei produttori è quello di fare in modo che questi possano, essendo organizzati, imporre un prezzo minimo ed equo che permetta per lo meno di coprire gli investimenti (concimi, ecc.). È necessario rendere la coltura redditizia.
Sul piano nazionale, molte associazioni stanno lavorando per creare una rete, non solo sul piano commerciale, ma mettendo in contatto tutti gli attori potenzialmente interessati alla filiera, perché la rete permette di trattare meglio le transazioni di compravendita. Ciò nonostante, l’abitudine comune tra le famiglie rurali resta quella di vendere individualmente la propria quantità di niébé, perché si è costretti a fronteggiare dei bisogni urgenti come acquistare libri scolastici, medicine, carne, acqua. In queste condizioni è certo più difficile conservare il prodotto, ma se lo si fa poi i guadagni nei mesi successivi sono maggiori, perché il prezzo di mercato aumenta. La soluzione intermedia, trovata nell’ambito del progetto, è che l’Unione impone ai produttori di consegnare una parte del raccolto, mentre il resto è a gestione libera. Oggi sono in corso dei contatti preliminari con un’agenzia specializzata in commercializzazione che ci possa fornire supporto.
Come procede lo sviluppo della commercializzazione sul mercato transnazionale nei paesi limitrofi in Africa dell’Ovest?
Antoine Kanguembega, Responsabile ASK nel Plateau Central per la commercializzazione del niébé
Il progetto ha contribuito alla realizzazione di uno studio di mercato in Costa d’Avorio, Ghana e Togo. Una delegazione dei produttori di niébé ha recentemente effettuato una missione di prospezione dei mercati, alla quale ho partecipato come responsabile per il Plateau Central.Obiettivo della missione era evitare di interporre un intermediario tra produttore e acquirente, instaurando delle relazioni di compravendita diretta.In Costa d’Avorio, ad esempio, si è riscontrato che sono gli stessi burkinabé a gestire il commercio di niébé. Acquistano il prodotto in Burkina Faso direttamente dai piccoli produttori al dettaglio e poi rivendono a prezzi più alti.Ciò è possibile perché gli acquirenti sono organizzati e dotati di magazzini per la conservazione.Li abbiamo contattati, ma abbiamo riscontrato qualche difficoltà di vendita perché il niébé che noi produciamo è di qualità migliore, e per rifarci del costo di investimento, ad esempio delle sementi migliorate, dovremmo vendere ad un prezzo più alto rispetto al niébé attualmente in commercio nel paese. Tuttavia, questi contatti ci hanno permesso di entrare in contatto con questo mercato, tanto che abbiamo ricevuto delle proposte di acquisto da parte di alcuni acquirenti, che però non riusciamo allo stato attuale a soddisfare in quanto non raggiungiamo il quantitativo richiesto.Sarebbe impensabile per un singolo produttore burkinabé vendere il niébé direttamente in Costa d’Avorio, perché significherebbe pagare i costi di trasporto e vivere lì fino a quando non si è venduto tutto. Le spese supererebbero di gran lunga i guadagni. Negli altri paesi abbiamo incontrato difficoltà analoghe. Ciò che dobbiamo fare è rafforzare l’Unione dei produttori, affinché possa instaurare dei contratti di compravendita e centralizzare la raccolta della produzione per rispondere agli ordini.
Marcel Bouda, Presidente ASK e Presidente Unione regionale dei produttori di niébé
In qualità di presidente dell’Unione regionale dei produttori di niébé del Burkina Faso, dico che dobbiamo incoraggiare i produttori, e per incoraggiarli è necessario conquistare la loro fiducia. Oggi l’Unione padroneggia le tecniche di stoccaggio e conservazione e stiamo imparando a raccogliere informazioni sull’andamento dei mercati. Tuttavia, non siamo ancora in grado di pagare in anticipo il niébé ai nostri produttori, pertanto l’Unione non riesce a raccogliere grandi quantitativi per poi immagazzinarli e vendere al momento giusto rispondendo agli ordini dei paesi limitrofi.
Quali sono i risultati più importanti che il progetto ha raggiunto?
Marcel Bouda, Presidente ASK e Presidente Unione regionale dei produttori di niébé
Con il progetto abbiamo fornito a molti produttori una specifica formazione tecnica, diffondendo nuove capacità in tutta la regione. Il punto forte è la sensibilizzazione, che è stata fatta in tutti gli ambiti di attività. Sensibilizzare i produttori e supportarli nel prendere in mano i propri problemi, nell’essere responsabili di tutte le attività del progetto è stato fondamentale. La sensibilizzazione è un’attività che merita di essere sottolineata perché non ha mai fine, deve essere continua e produce risultati di lunga durata. Inoltre, il progetto ha prodotto il risultato di mettere in rete nuovi produttori, avviando uno scambio tra diverse regioni.
Antoine Kanguembega, Responsabile ASK nel Plateau Central per la commercializzazione del niébé
Altri buoni risultati sono l’aumento della produzione, il miglioramento del consumo e delle condizioni di vita delle persone coinvolte. Inoltre, i produttori hanno avuto a diposizione sementi, con l’opportunità di avviare la produzione delle stesse.
Interviste:
- Marcel Bouda, Presidente ASK, in occasione dei 15 anni dell'Associazione
- Macaire Koutaba, Coordinatore ASK del Progetto Niébé

un prezzo più alto a partire da marzo. L’obiettivo dell’Unione dei produttori è quello di fare in modo che questi possano, essendo organizzati, imporre un prezzo minimo ed equo che permetta per lo meno di coprire gli investimenti (concimi, ecc.). È necessario rendere la coltura redditizia.