- Presentazione
- Pianta del niébé
- Strategia di intervento
- Attori
- Ambiti di intervento
- Interviste
- Ali Diallo, produttore
- Marcel Bouda, Presidente ASK
- Macaire Koutaba, Coordinatore ASK del progetto niébé
- Presidente, Coordinatore, Responsabile Commerciale ASK
- Boubacar Cissé, Direttore CRUS
- Boubacar Diallo, Animatore CRUS
- Clémentine Dabiré Binso, responsabile INERA
- Gisèle Tapsoba, Direttrice Regionale (Plateau Central) del Ministero dell’Agricoltura Burkina Faso
- Responsabile regionale del Servizio Tecnico delle Sementi
- Giornata Nazionale del niébé
- Contatti
Ali Diallo - Produttore di niébé nel Sahel
Lei partecipa al progetto fin dal primo anno. Come valuta l’impatto delle attività sui produttori?
Coltivavo il niébé già prima di entrare progetto, ma con il progetto siamo stati formati più volte, con il risultato che ogni anno la produzione migliora. Siamo veramente contenti perché adesso, grazie alla formazione ricevuta, padroneggiamo le varie fasi ditrattamento, dalla semina, alla fioritura, alla raccolta.
Ora, è necessario che LVIA non ci lasci prima di realizzare a pieno la nostra professionalità. Perché questo è ciò che vogliamo essere: professionisti del niébé.
Ci avete dato un finanziamento per realizzare una ricerca di mercato e di conseguenza siamo andati in Costa d’Avorio, Benin, Togo, Ghana. Tutto questo ci ha dato delle competenze ulteriori.
C’è stata poi l’organizzazione del Forum regionale per il niébé, che ha fornito importanti spunti di riflessione e occasioni di scambio a tanti produttori.Oggi, quando ci presentiamo come produttori di niébé, vediamo che tanti altri vorrebbero unirsi a noi.
Ora, per noi è necessario migliorare la produzione e la rendita. Quest’anno non abbiamo pagato le sementi, perché ci sono state date dal progetto. In futuro dovremo acquistarle, e costano 1.000 franchi CFA al kilo, a volte 1.500 franchi. Se hai un campo di 1 ha, necessitano 10 kg di sementi: il prezzo è elevato, pertanto la nostra capacità di vendita e di guadagno deve aumentare.Ad ogni modo, ci siamo ingranditi: prima in questa zona i villaggi coinvolti erano 12, ora stanno aumentando e quest’anno dovunque sono andato nell’area ho visto produttori di niébé. Questo è incoraggiante.
Quindi l’esigenza adesso è far diventare la produzione di niébé un’attività economica sostenibile?
Esatto, economica. È necessario che sia un’attività economica, perché il miglio non consente dei buoni guadagni ed è prodotto essenzialmente per il consumo familiare. Se un produttore ha del niébé in buona quantità, lo può utilizzare per il consumo familiare e vendere la quantità eccedente con dei buoni margini di guadagno.
È riuscito a vendere la sua produzione?
Ho iniziato a vendere il niébé l’anno scorso, ma la produzione non sempre ci basta per il consumo familiare, e quest’anno, infatti, abbiamo consumato tutto. Quest’anno però ho venduto le sementi, che ho prodotto sempre nell’ambito del progetto. Ho venduto un buon quantitativo di sementi ad altri produttori, altre le ho regalate per promuovere la sensibilizzazione, affinché altri contadini, che non sono coinvolti nel programma, possano provare il prodotto.
Come si adatta il niébé alle difficili condizioni climatiche del Sahel?
Una volta il Sahel era il miglior produttore di niébé nel Burkina. Poi, la siccità e la desertificazione ci hanno fatto abbandonare il niébé, perché era diventato anti-economico. Ma adesso, la produzione inizia a dare buoni risultati e per questo vogliamo continuare.La terra è adatta al niébé. Guardate, sto coltivando qui e tra una settimana attendo la fioritura. Ho seminato il 10/11 luglio, un mese fa, dopo aver ripulito il campo dalle erbe. Devo però dire che a causa delle piogge ci sono state differenze tra la produzione del primo e del secondo anno. Quest’anno stiamo faticando. Abbiamo seminato, ma non piove abbastanza.
Coltiva il suo campo da solo?
Lavoro solo. I miei figli sono nell’altro campo, dove coltivano il miglio: voglio sensibilizzarli affinché si avvicinino all’agricoltura.
I suoi figli l’aiutano nella coltivazione dei campi. Riescono anche a frequentare a scuola?
Certo, vanno a scuola, è importante. Io stesso sono insegnate, ma il governo non ci paga abbastanza, quindi bisogna lavorare la terra. Ho spiegato ai miei figli che se non lavorano la terra non sarò in grado di pagare i loro studi: le spese scolastiche ammontano a 100.000/150.000 franchi CFA l’anno, quindi devono lavorare come me. Io insegno dal 1963, e ho sempre continuato a lavorare la terra.

